
Andrea Veronica Cimino
Vincitore per la Sezione A – Opere d’Arte: Arti Visive
Biografia
Andrea Veronica Cimino (Bologna, 2001), artista e designer, ha conseguito la laurea triennale in Fashion Design presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove sta attualmente completando il biennio specialistico nel medesimo indirizzo.
La sua ricerca si colloca in un ambito di intersezione tra moda, arte e design, e si articola a partire da una riflessione sull’atto del ricordare e sui processi inconsci di riattivazione mnemonica attraverso cui la mente rievoca specifici dettagli di esperienze pregresse, anche grazie a quei trigger sensoriali con cui siamo a contatto ogni giorno. Nello specifico, il suo lavoro si configura come un’indagine sulla dimensione emotiva e affettiva delle superfici, siano esse tessuti, abiti o oggetti, e sul loro intrinseco rapporto con la memoria; ogni superficie, in quanto luogo di sedimentazione temporale, diviene dispositivo capace di custodire, nel mondo materiale, la memoria di chi in questo mondo non esiste più nella propria forma fisica, ma continua a persistere come segno o residuo sensibile.
Categoria | Sezione A – Opere d’Arte: Arti Visive |
Oggetto Scelto | Lampadina a Incandescenza |
Curriculum | |
Portfolio |
Opera Finale
Titolo: 0 - 255
Descrizione Opera
Framework tematico
Indicazioni per l'allestimento
Bozzetto Opera
Descrizione Bozzetto
L’opera To Appear, realizzata per il progetto Energia Fatta ad Arte, nasce a partire dall’oggetto selezionato dal catalogo fornito, ossia una lampadina a incandescenza. Da questo elemento è stato sviluppato il design di un corpo lampada che la accogliesse e, al contempo, ne valorizzasse la presenza. La struttura si compone di una parte metallica che funge da supporto e di un diffusore, fulcro dell’opera, all’interno del quale è collocata la lampadina. Il diffusore, realizzato in policarbonato, è trattato internamente con una vernice termosensibile che, a temperatura ambiente, appare nera, ma che, una volta riscaldata dal calore della lampadina, cambia progressivamente aspetto, lasciando emergere la trasparenza del materiale e, con essa, la sorgente luminosa, svelando il costo di tale rivelazione ed evidenziando il dispendio energetico attraverso tracce fisiche e visive.
La lampada diventa così non solo un dispositivo funzionale, ma un oggetto narrativo e didattico: un corpo che vive del proprio dispendio, un meccanismo estetico che traduce il concetto di energia in un linguaggio visivo e temporale. Attraverso il dialogo tra luce, superficie e tempo, l’opera invita a riflettere su come l’energia, immateriale e quotidiana, possa farsi narrazione sensibile e consapevole. In questo modo, la lampada si fa opera vivente, capace di rendere visibile ciò che solitamente resta invisibile: l’energia come presenza fisica, come memoria che anima la materia e che, nel suo consumo, lascia tracce estetiche e concettuali.