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Dilan Perisan

Vincitore per la Sezione A – Opere d’Arte: Arti Visive

Costruisce un sistema intimo di relazioni in cui l’energia circola tra corpi, oggetti e scarti. Il libro di materia e l’uso dei guanti attivano un gesto di attenzione che intreccia memoria, presenza e residuo, facendo emergere la continuità tra vita quotidiana e materia condivisa.

Biografia

Dilan Perişan (nata nel 1991 ad Ankara) è un’artista multidisciplinare e architetta di origine curda e alevita, con base a Bologna.
La sua pratica si muove tra scultura, installazione e ricerca spaziale, indagando la vita politica e spirituale della materia.
Ispirandosi sia al nuovo materialismo femminista che alle cosmologie sufi e alevite, Perişan considera la materia come un’entità viva, porosa e relazionale, capace di custodire memoria, dolore e possibilità di trasformazione.
Nella sua tesi Sultan’s Legend: Objects Without Shadow, ha analizzato la sopravvivenza della propria famiglia al massacro di Maraş attraverso le teorie di Jane Bennett in Vibrant Matter e di Graham Harman nell’Ontologia Orientata agli Oggetti.
La ricerca esplora come la memoria traumatica possa funzionare come un oggetto votivo — un portatore di sopravvivenza e guarigione che attraversa le generazioni.
Dopo la laurea in Architettura presso l’Università di Eskişehir Osmangazi, ha studiato Pittura e Arti Visive alla NABA di Milano, e attualmente frequenta il Biennio di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
La sensibilità spaziale derivata dalla formazione architettonica informa il suo modo di trattare la materia e le sue memorie incarnate.
Le sue installazioni, spesso composte da residui medici, scarti domestici e frammenti raccolti, costruiscono architetture fragili che oscillano tra cura e collasso, corpo e ambiente. Tra le sue opere recenti: Soft Limbo (2025), Synesthetic Beings (2024) e Walker-Gatherer: Traces of Green W Road(2025), in cui la materia scartata assume una funzione rituale e votiva, diventando una forma di meditazione sulla sopravvivenza e sulla trasformazione.
Vincitrice del Combat Prize 2025, e artista selezionata per il Mamut Art Project 2024 e il Floating Island Art Prize 2022, ha esposto in istituzioni quali Zilberman Gallery , P420 Gallery(Istanbul), Museo della Città di Livorno, Museo d’Arte Lercaro (Bologna) e Chelsea College of Arts (Londra).La sua ricerca mira a una poetica della materia che … intreccia il vitalismo di Jane Bennett, il realismo agenziale di Karen Barad e l’ecofemminismo corporeo di Stacy Alaimo con la visione alevita–sufi dell’esistenza come vibrazione continua, in cui il divino circola attraverso ogni cosa vivente e non vivente.


Categoria
Sezione A – Opere d’Arte: Arti Visive
Oggetto Scelto
Eco-Resina Protettiva
Curriculum
Portfolio
Profilo Artista

Opera Finale

An Extraction from Muhabbet

Descrizione Opera

Quest’opera è una parte autonoma dell’installazione più ampia Muhabbet, un progetto partecipativo costruito intorno all’amicizia, ai pasti condivisi e alla memoria materiale.In Muhabbet invito le persone a partecipare a cene collettive, chiedendo a ciascun ospite di portare con sé un paio di guanti.Durante la cena mangiamo, parliamo e scambiamo energie.Dai resti organici e inorganici di questi incontri ,avanzi di cibo, cenere, carta, plastica, frammenti di vita quotidiana, creo dei libri di materia, piccole memorie materiali in cui le tracce del vivente e del non-umano si intrecciano.In questa versione ridotta e autonoma, i guanti di tre amiche e uno di questi libri diventano un sistema intimo di relazioni.Il pubblico può avvicinarsi e toccare il libro solo indossando i guanti, compiendo un gesto di cura e di distanza allo stesso tempo.Il lavoro propone un momento d’incontro tra l’umano e il non-umano, suggerendo che ciò che scartiamo , i resti, le materie, i residui ,continui a possedere vita, memoria e agire.Guardare e toccare il libro significa esercitare l’attenzione: prendersi cura di ciò che normalmente resta invisibile, riconoscendo che anche la materia porta con sé una forma di sensibilità e di resistenza. In questo senso, l’amicizia diventa un metodo di conoscenza, e il libro una soglia in cui i gesti umani si incontrano con la silenziosa persistenza del mondo non-umano.

Framework tematico

Extraction of muhabbet affronta il tema del flusso di energia come forma di cura e di resistenza.
Il progetto propone un’energia che non si limita a rappresentare, ma circola tra corpi, oggetti e materiali, creando possibilità di attenzione verso ciò che normalmente rimane invisibile ,i resti, ciò che consumiamo e lasciamo dietro di noi umani. In questa prospettiva, l’opera offre un flusso energetico di cura, una modalità di guardare nuovamente la materia con sensibilità. 
Gli oggetti e i materiali non sono elementi simbolici, ma presenze reali, parti di un ecosistema quotidiano che conserva memoria e vita propria.Small Material Memory rende visibile questa continuità tra umano e non-umano, tra gesto e scarto, tra presenza e assenza, invitando a riconoscere la materia come agente attivo di relazione. In questo modo, il progetto si inserisce pienamente in una riflessione sulla circolazione dell’energia come pratica di attenzione, reciprocità e sopravvivenza condivisa.