Flavio Ciarli
Biografia
Studenti di Design del prodotto del terzo anno – Accademia di Belle Arti di Bologna.
Flavio Ciarli
Michelangelo Odorici
Samuele Grasselli
Annamaria Stifani
Categoria | Sezione B – Oggetti Educanti: Design |
Oggetto Scelto | Camice Rigenerato |
Curriculum | |
Portfolio |
Profilo Artista
Opera Finale
D'accapo
Descrizione Opera
Il progetto si evolve secondo i temi educativi dell’ambito del “riutilizzo”, trovando nuova vita e modellandosi tra le aule dei laboratori scolastici e artigianali. Dal camice si ricava un dispositivo laboratoriale intelligente che assiste l’utente durante la propria fase creativa. Attraverso il modello originale, si applicano configurazioni coerenti alle dimensioni e alla quantità di materiale: dal capo dismesso si ricavano dunque due grembiuli con più tasche, pensate per riporre materiale da lavoro. Secondo un esercizio collettivo gli utenti realizzano il capo per acquisire consapevolezza del fatto che anche un drappo può essere rinnovato e (ri)consumato, realizzandolo con semplici passaggi, mediante l’impiego di istruzioni da noi elaborate e messe a disposizione con la consegna del camice.
Framework tematico
“D’accapo” riporta un’intuizione creativa rappresentata dalla separazione in due parti di un camice sanitario dismesso. “Ricominciare da capo” comporta un cambiamento di visuale: dall’unità principe nascono due nuovi elementi che assolvono alla medesima funzione ma con forme e grandezze diverse. “A” contempla “B”, “B” si confà ad “A” - entrambi sono il risultato di un’azione netta verso il riciclo e riuso. Proseguendo nella messa a punto il nostro intervento mira a individuare i modi per lasciare libertà alla partecipazione degli utenti, poiché è pensato come progetto a quattro mani nella costruzione stessa dei camici, riformulando i principi del consumo a partire dagli scarti di produzione dell’abbigliamento, tenendo conto delle caratteristiche dei materiali, del processo di taglio, della cucitura e, infine, del confezionamento. Il progetto formulato si articola in due direzioni: una corrisponde ad un’analisi tecnologica dei materiali sintetici appartenenti al dispositivo sanitario originale. La seconda si sofferma sul principio etico di produrre abiti senza taglia e componibili, per individuare tagli e incastri che non comportino scarti, arrivando a progettare forme indipendenti da quelle convenzionali basate su un grande pensiero collettivo di (ri)costruzione. Da un ritaglio di tessuto si definiscono le uniformi che caratterizzeranno gli studenti delle scuole d’arte.