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Alessia Cincotto

Vincitore per la Sezione A – Opere d’Arte: Arti Visive

Rende percepibile la circolazione dell’energia attivando una relazione diretta tra corpo e dispositivo. Oggetti industriali diventano esperienza partecipativa, in cui il riuso si fa gesto critico e poetico. L’opera svela processi invisibili e invita a ripensare funzione, ascolto e consapevolezza.

Biografia

Collettivo Periferico nasce nel 2025 in occasione di Prospettive Periferiche, rassegna di eventi culturali organizzato da Istantanea APS a Bologna in occasione di Bologna Estate. Il collettivo si compone delle artiste visive Alessia Cincotto e Lucia Letizia Perillo, e dei musicisti Michele Fontana e Livia Malossi Bottignole. I singoli hanno già collaborato fra di loro in varie istanze, portando avanti una ricerca che unisca arti visive e sperimentazione musicale, nella forma di sculture sonore, performance ed esplorazioni urbane.


Categoria
Sezione A – Opere d’Arte: Arti Visive
Oggetto Scelto
Areosol
Curriculum
Portfolio
Profilo Artista

Opera Finale

Girafischi

Descrizione Opera

“Girafischi” nasce dall’ibridazione di un aerosol (l’oggetto fornitoci dall’azienda) con un giradischi e un flauto, per comporre uno strumento musicale di immissione ed emissione d'aria e suono. Lo scopo del progetto è proporre attraverso l’arte una nuova visione dei prodotti industriali e delle loro finalità specifiche. Crediamo infatti che lo scopo principale del riuso sia proporre alternative creative alle funzioni originali per le quali sono vengono fabbricati. Così facendo, si critica la visione consumistica del mondo secondo cui ogni oggetto ha un uso solo, e una volta rovinato e sostituito non ha altro futuro se non quello di essere buttato. Invece, farli funzionare in modi inediti ha un valore estetico e poetico, nonché trasformativo: mostrare alternative ai prodotti che ci vengono somministrati crea una rottura con gli habit quotidiani del mondo odierno, e apre a nuove strade di creatività individuale e collettiva. L’aerosol è stato smontato, distribuendo i suoi componenti in modo differente per poter sospendere il giradischi tramite barre filettate fra la parte inferiore e quella superiore della scocca. Il flusso d’aria proveniente dal compressore è stato deviato verso il flauto, che così all’accensione del dispositivo comincia a fischiare. I fruitori potranno modificare l’altezza del suono agendo come se fossero musicisti, chiudendo e aprendo i vari fori con le dita, creando un ibrido uomo-macchina che improvvisa pezzi unici e irripetibili. Il giradischi è stato smontato dalla sua scocca e sono stati tenuti solo i suoi componenti essenziali, per ridurne il volume. L’altoparlante è stato sopraelevato e posizionato sotto la struttura superiore dell’aerosol, per convogliare il segnale audio alla mascherina. I fruitori potranno quindi ascoltare il disco portando l’orecchio al dispositivo a cui normalmente si accosta la bocca, creando un cortocircuito visivo e formale. Il disco, registrato e realizzato appositamente in tiratura limitata di una sola copia, contiene una traccia di sei minuti circa per lato in cui una voce femminile legge le istruzioni d’uso dell’aerosol. I fruitori potranno azionare in autonomia il giradischi; la scelta di non utilizzare un brano musicale ma pura informazione testuale insiste sulla modifica creativa dei supporti e dei dispositivi per effetti estetici e poetici. I fruitori saranno infatti portati a fare esperienza di due oggetti strettamente codificati in modalità innovative. Il titolo, “Girafischi”, è un gioco di parole sul tema dell’aria, centrale nel lavoro. Essa circola da un dispositivo all’altro, dal cuore meccanico del compressore al corpo umano che fruisce dell’oggetto. Ciò che gira, oltre al vinile, è quindi l’aria stessa che sia la macchina che l’uomo inspirano ed espirano, e che fa suonare il flauto con il suo fiato attivato elettricamente. Il ricircolo forma una nuova voce, l’unione fra suoni registrati e suoni direttamente prodotti dagli attivatori in collaborazione con l’oggetto.

Framework tematico

L’obiettivo del progetto è manifestare l’infinita malleabilità del concetto di funzionalità negli oggetti industriali. Abbiamo scelto l’aerosol perché il suo funzionamento rende evidente la produzione di energia: l’aria, emessa da un compressore, si immette nel corpo di chi utilizza il dispositivo, creando un unico ricircolo di energia. L’aria è infatti la stessa presente nell’atmosfera del pianeta, e condividerla ci lega ad ogni oggetto e organismo. Abbiamo ibridato questo oggetto con due strumenti di produzione musicale, il giradischi e il flauto, poiché anch’essi funzionano tramite immissione ed emissione di aria. È anche una dimostrazione dei vari modi di trasformazione energetica: fisica (l’aria del compressore fa suonare il flauto) ed elettrica (il suono della puntina sul disco viene portata all’amplificatore). Il riuso di questi oggetti, fusi a formare una crasi innovativa di concetti e forme, manifesta un modo nuovo di considerarli: l’aerosol, dispositivo medico per la salute fisica del corpo, si ibrida con due dispositivi che producono musica, che noi consideriamo fondamentale per la salute psicologica e il benessere sociale dell’individuo e della collettività. Unire questi due ambiti in un’opera d’arte dimostra inoltre l’importanza della creatività umana nel cercare nuove forme di pensiero, e della potenzialità del riuso nello stimolare idee e riflessioni – oltre che all’utilizzo materiale degli oggetti non più usati per la loro funzionalità originale.