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Mehrnoosh Roshanaei

Menzione Speciale per la Sezione A – Opere d’Arte: Arti Visive

Trasforma lo specchio in dispositivo critico, attivando uno sguardo consapevole. La spirale di frammenti rifrangenti rende la luce materia espressiva e produce un’immagine instabile che mette in crisi la trasparenza, invitando a rallentare la visione e ad assumere una posizione attiva di fronte alla complessità.

Biografia

Mehrnoosh Roshanaei è nata e cresciuta a Teheran, in Iran, e attualmente vive e lavora a Bologna. Ha studiato presso le Accademie di Belle Arti di Bologna, Vienna e Düsseldorf, dove ha seguito i corsi di artisti e teorici di rilievo come Monica Bonvicini, Marina Gržinić, Davide Rivalta e Luca Bertolo.
Nel corso della sua carriera artistica ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Carapelli alla Triennale di Milano, il Premio Michele Cea a Milano, il Premio Nocivelli 2021 a Brescia, il Premio Zucchelli 2021 e il Young Art Award della Fondazione Golinelli a Bologna nel 2020.
La sua ricerca artistica riflette la sua identità di donna iraniana e le complesse esperienze legate all’immigrazione. Attraverso le sue opere, Roshanaei mira a mettere in discussione le idee preconcette sull’identità e a rivelare la profondità e la bellezza che nascono dalla diversità.
Parallelamente, ha approfondito i temi dell’Antropocene e della crisi climatica, con l’intento di realizzare opere che non solo esplorino criticamente questi argomenti, ma contribuiscano anche a sensibilizzare il pubblico sulle urgenze ambientali del nostro tempo.


Categoria
Sezione A – Opere d’Arte: Arti Visive
Oggetto Scelto
Specchio
Curriculum
Portfolio
Profilo Artista

Opera Finale

Reflettó

Descrizione Opera

"Reflettó" è una scultura che trasforma l'oggetto quotidiano – lo specchio – in un dispositivo poetico e critico, L'opera assume la forma di una spirale dinamica, composta da moduli geometrici di specchio disposti in leggero rilievo.La superficie, costruita attraverso una trama di micro-sfaccettature, genera una vibrazione ottica coinvolgente. Questa cattura e rifrange la luce in molteplici direzioni, creando un gioco dinamico di riflessi. Ogni frammento restituisce una porzione distinta del mondo e dell'osservatore stesso. In questo modo, l’immagine complessivo – sia dell'ambiente che della propria identità – non è univoca ma frammentata, instabile e plurale. L'immagine di sé si dissolve e si ricompone con quella dello spazio circostante, diventando un campo energetico di immagini in continuo movimento.La spirale ,forma archetipica del divenire, amplifica questa tensione concettuale. Non conduce a un centro risolutivo, ma a un moto continuo di avvicinamento e perdita, di riconoscimento e scarto. Essa allude a un processo conoscitivo senza conclusione, in cui l’identità non è un punto fermo ma una traiettoria aperta, sempre in relazione con ciò che la circonda. Tradizionalmente, lo specchio offre un riflesso immediato e unitario, confermando la nostra identità. In "Reflettó", questa funzione viene intenzionalmente sovvertita per rivelare l’“opacità” che si cela dietro la superficie. La frammentazione del riflesso mette in discussione l’“illusione di leggerezza”: nel tentativo di riconoscersi, l’osservatore incontra soltanto frammenti. Questo gesto lo invita a esercitare uno sguardo critico non solo sui processi industriali nascosti, ma anche sulla propria identità — non più un “sé” isolato, bensì un’entità porosa, connessa e intrecciata al sistema energetico che la avvolge.

Framework tematico

Il progetto Reflettó si inserisce principalmente nel tema" Tecnologie opache e responsabilità dello sguardo", affrontando in modo critico il rapporto tra percezione, tecnologia e consapevolezza. L’opera mette in discussione l’idea di trasparenza e immediatezza che caratterizza molte interfacce contemporanee, introducendo un’esperienza visiva non unitaria e non immediatamente decifrabile. Questa scelta invita lo spettatore a rallentare lo sguardo e a interrogare il processo stesso della visione, assumendo una posizione attiva e responsabile. Attraverso la frammentazione dell’immagine e la continua variazione del riflesso, l’opera rende percepibile l’opacità che si nasconde dietro superfici apparentemente semplici e accessibili. In questo modo, il progetto riflette criticamente le dinamiche delle tecnologie attuali, che spesso semplificano l’esperienza d’uso occultando la complessità dei sistemi materiali ed energetici che le sostengono. Accanto al tema principale, Reflettó dialoga con il tema "L’energia come materia poetica" poiché utilizza la luce come elemento attivo che struttura l’esperienza percettiva e ne determina il comportamento visivo. L’energia luminosa non è un supporto funzionale, ma una materia espressiva che rende visibile l’instabilità dell’immagine e del punto di vista.