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Pierfilippo Gatti

Biografia

Pierfilippo Gatti nasce a Modena nel 1997. Dopo la laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove oggi collabora come assistente al corso di Anatomia Artistica, si è specializzato
in Legislazione dei Beni Culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
La sua pratica artistica riesce ad esprimersi in percorsi formali diversi, superando le tradizionali segmentazioni fra generi e canali di comunicazione, ma anche fra lettura storico-critica e creazione. Costante di questa ricerca è la relazione tra “occhio interiore” e “sguardo esterno” nella relazione fra individuo, comunità e spazialità. Una sintesi pregiata di etica ed estetica, quale guida alla responsabilità dell’essere-nel-mondo da artista e studioso.


Categoria
Sezione A – Opere d’Arte: Arti Visive
Oggetto Scelto
Doga di Legno
Curriculum
Portfolio
Profilo Artista

Opera Finale

Titolo: Stanza dello Spirito e Del Tempo

Descrizione Opera

Partendo dalle caratteristiche intrinseche del legno Novowood e dai suoi aspetti morfologici ho sentito il bisogno di tradurre la ciclicità dell’energia in una dimensione umana e culturale. Partendo da un canone antropometrico e da una base costituita dalle doghe, è stata ideata una piccola architettura che, come nella Stanza Dello Spirito e Del Tempo di Dragon Ball, consenta un ritiro dalla realtà per una rigenerazione psico-fisica. In questo senso l’opera costituisce un luogo idealmente abitabile, una "camera della mente" condivisa, nella quale un ritiro intimo dal mondo possa costituire il presupposto per una rinascita. Simbolo di questa rinascenza è l’involucro centrale la cui forma ricorda il bozzo della farfalla. La scultura è infatti un richiamo al continuo mutamento di forma e alla ciclicità della vita ma anche al processo di cura e guarigione evocato dalle garze imbevute nel gesso e dalle suture dalle quali è costituita. Da questo involucro nasce la vita, è fertile e le radici testimoniano questa pulsione esistenziale di un energia che sempre si reincarna.

Framework tematico

L’opera Stanza Dello Spirito e Del Tempo indaga attraverso l’architettura, concepita come proiezione esterna di uno spazio interiore, i processi di cura, guarigione e ciclicità energetica. Nella saga di Dragon Ball la Stanza fu creata da Dende, personaggio dotato di poteri curativi, che generò una dimensione dove spazio e tempo erano esperiti in modo diverso da quelli quotidiani. L’opera, dunque, partendo dal corpo tenta di riflettere sull’opportunità di auto-guarigione dell’organismo tramite esercizi spirituali intesi come porte per raggiungere altri mondi. Questa possibilità di trarre nutrimento ed energia da fonti interiori si collega strettamente al tema Comunichiamo Energia. Infatti, un uso consapevole ed efficiente delle proprie capacità fisiche, mentali e spirituali costituisce il presupposto a una reale sostenibilità dell’esistenza. D’altronde il Primo Principio della Termodinamica (o Principio di Conservazione dell'Energia), stabilisce che l'energia totale di un sistema isolato rimane costante: non si crea né si distrugge, ma si trasforma da una forma all'altra. Questa trasformazione di energia e di forma è l’oggetto principale della mia indagine.

Indicazioni per l'allestimento

L'opera è autoportante dunque può essere appoggiata a terra o su supporto (stabile) senza ulteriori precauzioni.

Bozzetto Opera

Descrizione Bozzetto

L’opera Stanza Dello Spirito e Del Tempo nasce dall’utilizzo della doga composta da legno Novowood. La particolarità di questo oggetto è la sua potenzialità e sostenibilità nel processo produttivo: oltre a essere costituito da materiale riciclato può essere rimacinato a fine ciclo di vita per essere riportato allo stato iniziale e così creare nuova materia.

Partendo da queste caratteristiche intrinseche e dagli aspetti morfologici dell’oggetto ho sentito il bisogno di tradurre questa ciclicità dell’energia in una dimensione umana e culturale. Partendo da un canone antropometrico, e da una base costituita dalla doga, è stata ideata una piccola architettura che, come nella Stanza Dello Spirito e Del Tempo di Dragon Ball, permetta un ritiro dalla realtà per una rigenerazione psico-fisica. In altre parole, oltre a una sostenibilità economica e materiale si auspica anche una “ecologia culturale” sempre più necessaria, come sosteneva già G. Urbani, «in un’epoca in cui l’uomo comincia ad avvertire la terribile novità storica dell’esaurimento del proprio ambiente di vita» e dunque «i valori dell’arte cominciano ad assumere una nuova dimensione per il benessere della specie.» Per raggiungere una qualità di vita migliore, individuale e collettiva, è necessario che l’arte agisca quale fattore di crescita materiale e spirituale della comunità. In questo senso l’opera proposta vuole costituire un luogo abitabile, una "camera della mente" condivisa, nella quale un ritiro intimo dal mondo possa costituire il presupposto a una più profonda connessione con esso.